La fotografia in bianco e nero non è semplicemente il mondo senza colore, ma è un modo di osservare ciò che ci circonda con occhi diversi, è un modo di pensare. Con il bianco e nero si arriva all'essenziale, qualcuno ha scritto che tira fuori l'anima delle cose. Certamente ha la capacità di cogliere, nelle sfumature dei grigi, il carattere di una persona, di esprimere l'essenza di un luogo tramite il gioco di luci e ombre che disegnano un paesaggio, o fermare un attimo aiutandoci a estrarre un messaggio andando oltre la copertura e la distrazione del colore. Il bianco e nero, a mio avviso, ha la capacità di togliere il tempo allo scatto.

Giacomelli – grande fotografo romagnolo – diceva che fotografare è una cosa facile, basta avere qualcosa da dire. Ecco, raccontare in bianco e nero è ancora più difficile, almeno dal punto di vista del messaggio, perché non si ha dietro la tavolozza dei colori a venirci in soccorso. La bella luce calda di un tramonto coinvolge anche se si sta fotografando qualcosa di scontato come la silhouette di una palma mentre il disco solare sta scomparendo all'orizzonte con una barca di pescatori sullo sfondo. Se facessimo lo stesso scatto in bianco e nero ci accorgeremo subito di quanto tale fotografia sia 'povera' soprattutto nel raccontare.

Ops forse non è questa la sede per approfondire il tema del bianco e nero – mi sono fatto prendere la mano e me ne scuso – ma raccontare un matrimonio togliendo il colore alle fotografie ritiene un approccio diverso. Non sto dicendo che un modo sia più difficile o più semplice dell'altro, solo che mentalmente ci si deve predisporre con attenzioni particolari.

Prima di tutto un caloroso 'complimenti' a Stefania e Nicola che, sfidando le mascherine e le limitazioni causate dal Covid-19, hanno comunque deciso di sposarsi e celebrare il loro matrimonio. E poi alcune considerazioni tecniche. Il cielo nuvoloso, il terreno bagnato mentre gli sposi si muovevano per Firenze, il numero ridotto di invitati che limitava le interazioni tra la coppia e i parenti, lo sposarsi in Palazzo Vecchio, Comune di Firenze, che è senz'altro molto bello – la cosiddetta Sala Rossa dove si celebrano i matrimoni è ricca di velluti color porpora e stucchi dorati – ma non è la navata di una chiesa, sono tutti elementi che mi hanno fatto 'vedere' questo servizio fotografico in bianco e nero (ovviamente gli sposi hanno ricevuto il lavoro anche a colori). “Grazie” - con tutte le virgolette del caso – al particolare periodo in cui è stato fatto, passeggiare in una Firenze praticamente vuota, mi ha permesso di fare delle fotografie inconsuete per chi conosce la città di Firenze in condizioni normali.

Ne è uscito fuori un servizio fotografico di reportage di matrimonio in cui lo scattare in bianco e nero, a mio avviso, ha dato un mood particolare ed elegante a questo evento.